L’ arte della Tarsia

L’arte della tarsia rolese occupa un posto di rilievo nella storia della tarsia italiana degli ultimi secoli. Il Museo della Tarsia di Rolo propone una collezione di opere che non ha eguali in Italia.

L’intarsio è una forma artistica che consiste nel comporre disegni geometrici, temi figurativi e altri motivi ornamentali accostando e fissando sulle superfici da decorare lastre o tasselli di legno, pietre dure, metalli, madreperla, osso, avorio, ecc. tagliati in modo da farli combaciare perfettamente e disposti con maestria per sfruttare appieno le potenzialità estetiche dei diversi materiali.

L’intarsio del legno fece la sua prima comparsa nell’antichità. Dopo il crollo dell’impero romano, in Italia questa tecnica fu ripresa nei monasteri benedettini durante il VI e il VII secolo, per poi cominciare a diffondersi nel corso del XIV secolo e, ancor di più, in età rinascimentale.

La tarsia di Rolo vanta una tradizione secolare, ma fu in epoca ottocentesca che raggiunse il massimo sviluppo produttivo, facendosi conoscere con i propri lavori in quasi tutta l’Europa.

Dopo il fiorente periodo dei mobili di stile Luigi XV e la non meno rigogliosa stagione dei mobili neoclassici, nei decenni finali del XIX secolo i mastri artigiani rolesi seppero dare nuova linfa alla locale arte della tarsia: negli anni migliori, a Rolo si costruivano fino a 7000 tavoli e l’attività occupava circa 200 addetti.

Gli ebanisti rolesi vollero abbellire la maggior parte dei mobili prodotti utilizzando quasi sempre soltanto il legno per creare mosaici, figure – queste ultime rifinite a graffito – e particolari effetti cromatici. Gli intarsiatori hanno dato vita a manufatti di pregio, come i famosi “rolini”, ancor oggi realizzati dalle botteghe artigiane. La fabbricazione di questi mobili ora è valorizzata da un marchio di tutela.

Gli amanti degli arredi decorati ad intarsio e tutti coloro che vogliono saperne di più su questa nobile arte, seguendo passo dopo passo le diverse fasi lavorative e scoprendo i segreti del mestiere, possono far visita al Museo della Tarsia allestito nella sede del Comune di Rolo in Corso Repubblica 39. Il percorso della mostra si caratterizza per la grande collezione di mobili intarsiati di pregio, i numerosi attrezzi d’epoca e disegni originali, i vari documenti e modelli didattici.

La Storia

La storia della tarsia italiana è grande nel mondo grazie anche a Rolo, dove questa pratica decorativa sembra avere origini antiche. Qui tra il secolo XIX e XX l’arte dell’intarsio impiegava centinaia di addetti ed esportava mobili di pregio in tutta Europa.

Dopo il declino conosciuto nel Cinquecento e Seicento, la decorazione ad intarsio rifiorisce a partire dal Settecento.

È risaputo che, dopo il declino registrato nel secondo Cinquecento e per tutto il Seicento barocco a vantaggio dell’intaglio, la decorazione ad intarsio riprese vigore nel Settecento, allorché venne interpretata soprattutto come sapiente connessione di legni pregiati, con cui si rivestivano le superfici di arredi importanti.

In Italia, un ruolo di rilievo nella realizzazione di manufatti lignei ornati ad intarsio è stato svolto, negli ultimi tre secoli, dalle botteghe artigiane di Rolo.

Nella storia millenaria di Rolo vi è un lungo periodo di vita politica autonoma che incomincia nel basso medioevo, quando questa terra allenta sempre più i vincoli di dipendenza dalla città di Reggio Emilia per diventare poi, verso la fine del Quattrocento, un minuscolo feudo imperiale, concesso alla nobile famiglia Sessi ed elevato alla dignità di contea. È durante il dominio di tale casato, protrattosi senza interruzioni fino al 1776, che si sviluppa l’ebanisteria rolese, in piena età moderna e nel quadro di un’economia locale ancora essenzialmente agricola, ma tesa ad assumere una fisionomia più evoluta.

Nella seconda parte del secolo XVIII, quando la lavorazione artistica del legno in Italia ebbe uno straordinario sviluppo, erano attive a Rolo ben 10 botteghe di intarsiatori.

Esse si dedicavano in particolare alla produzione di cassettoni, ribalte e tavoli, «tutti intresciati con intagli, dissegni e lavori particolari di legnami», come attesta una preziosa fonte archivistica del 1777. Questi mobili erano molto richiesti negli «Stati di Modona, ed anche di Bologna».
Negli anni in cui si impose lo stile neoclassico, Rolo non tardò a recepire le novità riguardanti le tipologie dei mobili e gli elementi ornamentali. Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento dalle botteghe rolesi uscirono lavori di ogni tipo, per l’arredo di sale da soggiorno, camere da letto, luoghi di studio ed uffici: cassettoni, ribalte, cassapanche, scrittoi, divani, toilettes, armadi, comodini, specchierine, cantonali, consoles, tavoli, cofanetti ecc.

Poco dopo la metà dell’Ottocento inizia la produzione dei cosiddetti “rolini”, i caratteristici tavoli intarsiati da salotto.

A differenza di ciò che accadde in vari centri di produzione, anche più importanti e famosi, a Rolo nella seconda metà dell’Ottocento i più valenti intarsiatori, fra cui spicca Vincenzo Mari, furono capaci di adeguarsi alle nuove tendenze estetiche e ai cambiamenti derivanti da una prima crescita in senso industriale dell’economia italiana. L’esempio degli innovatori fu subito imitato dalle altre ditte locali.

All’inizio del Novecento, a Rolo si producevano ogni anno dai 6 ai 7 mila tavoli intarsiati, con l’impiego di circa 100 artigiani e altrettanti giovani assistenti.

Fra Otto e Novecento la manifattura rolese conosce l’apice produttivo. Ma poi la chiusura di molte frontiere dovuta allo scoppio del primo conflitto mondiale fece crollare le esportazioni, dando il via ad un declino delle vendite che negli anni seguenti sarebbe stato accentuato dall’affermarsi di un nuovo gusto estetico e di nuove richieste del mercato. Infatti, cessarono definitivamente quelle tendenze revivalistiche che, per molti decenni, avevano assicurato un’ampia domanda alla produzione intarsiata di Rolo.
Oggi, coi suoi mobili intarsiati l’antica ebanisteria rolese è diventata fonte di ispirazione e oggetto di un rinnovato interesse per alcuni laboratori legati alla lavorazione artistica del legno, che muovono ovviamente da premesse e motivazioni diverse da quelle del passato.

LA PRODUZIONE ATTUALE I maestri intarsiatori

Negli ultimi anni, a seguito dell’attività di studio e promozione svolta dal Museo, sono nate nel Comune alcune botteghe dedite alla produzione artigianale e alla commercializzazione dei mobili intarsiati di Rolo. Presentiamo quelle che si fregiano dei marchi “tarsia di Rolo” e “tarsia tradizionale di Rolo” o che si sono particolarmente distinte per quantità e qualità della propria produzione.

Carletti Credindiocofanetti intarsiati e carillon
Roversi Giannitavoli, giochi e oggettistica varia
Costa Claudiomobili vari e penne intarsiate
Marastoni Pierluigitavoli tradizionali e cofanetti

Oltre ai marchi di tutela e allo spazio riservato presso il portale internet www.tarsiadirolo.it, il Museo della tarsia di Rolo e l’Amministrazione comunale, in collaborazione con Pircher Oberland S.p.a., hanno dedicato alla promozione e valorizzazione collettiva della produzione attuale un punto espositivo permanente presso il nuovo Centro Jolly (via Battisti, 9), in cui gli artigiani locali che si fregiano dei marchi di tutela possono esporre alcuni pezzi di propria produzione. 

Il Centro espositivo è pensato come una sorta di vetrina utilizzabile per esposizioni collettive o personali di singoli artigiani.